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Sosto negli spazi che abbandoni,

sono le zone in cui lasci 

i tuoi pensieri irrisolti, e 

le parole che 

non vuoi pronunciare.

Sei una di quelle 

che non torna mai indietro,

e quindi io sosto e guardo,

ma non ti raggiungo mai!

Eppure potrei spiegarti

perchè non rispondi a certe domande,

perchè ti scappa da ridere per niente,

perchè guardi sempre con diffidenza,

e perchè, quando cercano di incontrarti a metà strada,

tu sparisci.

Ma tu sei una di quelle che

non abbassa mai lo sguardo, 

eppure e lì che mi troveresti, 

fra gli ultimi, tra quelli a cui non destinii 

nessuna considerazione.

Impacciato, non atletico e forse un po’ tocco.

Non ho speranze, so che non accadrà,

ma in fondo mi ami lo stesso…

perchè mi lasci i tuoi spazi vuoti.

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ImmagineMille venti e mille scatole,

giri su sentieri scolpiti, 

salti nel vuoto e, 

miracoli infiniti,

centesimi di vento, 

e pure follie,

gambe e braccia 

che si scuotono, e 

piccoli dadi 

che si incastrano.

Valli e fiumi minuscoli,

e cieli tersi, 

per quelli che pensano.

Ciglia folte di donne e 

braccia delicate di uomini.

Rapporti e mani in colonne,

e strutture di gocce d’acqua.

E poi cieli plumbei

per chi vuole piangere.

I peccati e le paure suggestive,

le mani e gli orologi, 

i tepori, le barche e i mari sereni,

e le note di tutte 

le canzoni del mondo.

miniracconti spontanei

Cambiamenti – volontà e natura –

L’asfalto era caldo e in sostanza la situazione non cambiava ormai da diversi anni, il clima era clemente, clementissimo da tanto, da quando un giorno all’improvviso l’estate si prolungò fino a non finire più. Le trasmissioni meteo da importanti contorni ai telegiornali, divennero in breve tempo le trasmissioni più seguite come le ninna nanne che tengono compagnia ai bambini e alle vecchie. Nonostante piovesse e l’umidità non mancava la situazione mondiale era sempre sull’orlo della crisi profonda e nessun continente aveva condizioni migliori dell’altro.